#insiemeraccontiamo 58

Ed eccomi di nuovo all’opera per rispondere alla sfida mensile “Insieme raccontiamo” lanciata da Pat del blog “myrtilla’s house”, che consiste nel trovare un finale al suo “incipit” mensile…
Questo mese, l’“incipit” è stato scritto da Ariano Geta, de “Il blog di Ariano Geta”. Ecco anche il mio finale… 🙂

“Era una notte buia e… serena (in fondo, chi l’ha detto che la notte buia debba pure essere tempestosa?) e il giorno dopo…

i raggi del sole gli ferirono gli occhi in modo insolito. Lentamente li aprì e cercò di mettere a fuoco il paesaggio che lo circondava. Non si trovava in camera sua, nel suo letto, ma era circondato da foglie e alberi. Il sole filtrava tra le fronde e, creandosi un varco tra rami e foglie, gli colpiva dritto dritto il viso, costringendolo a strizzare gli occhi. Spostò la testa di qualche centimetro, in modo da ripararsi dalla luce diretta all’ombra di un ramo e lentamente si tirò a sedere sul terreno umido. Sentiva il sangue martellargli le tempie e la testa gli doleva. Si guardò intorno, tenendosi il capo tra le mani. Poi il suo sguardo si spostò sui propri vestiti e notò che erano tutti strappati e sporchi. Accanto a lui giaceva il suo cellulare, lo prese e con suo grosso disappunto notò che la batteria era agli sgoccioli. Sullo schermo erano in evidenza 15 chiamate di sua madre, tutte tra le 23 e le 6 del mattino. Lentamente e in modo confuso, gli tornarono in mente gli eventi della sera prima… il falò nella radura, la musica, poi la birra e l’alcol a fiumi, gli amici che festeggiavano il diploma, la ragazza cui andava dietro dagli inizi delle superiori che si sbaciucchiava con un altro…
La realtà lo colpì come un pugno: lui non era stato promosso e i genitori lo avevano saputo dalla scuola prima che lui potesse prepararli; la ragazza che gli piaceva lo aveva respinto per un altro; i suoi lo avevano messo in punizione, ma lui era andato di nascosto alla festa e, dopo essersi riempito d’alcol, non aveva avuto il coraggio di rientrare a casa ed aveva vagato per il bosco…
Ora, però, doveva affrontare la situazione e prendersi le sue responsabilità. Non era ora di piangersi addosso! Anche se non aveva preso un diploma di maturità, il primo passo per dimostrare che era maturo era quello di tornare a casa.
Si alzò in piedi nonostante la testa che gli pulsava e si incamminò… verso casa, verso il futuro.”

🙂

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