#insiemeraccontiamo 40bis

Ed ecco che, con il nuovo anno, mi sono fatta ancora ispirare dall’incipit di Pat del blog myrtilla’s house, a cui avevo già dato un seguito qualche giorno fa… 😆
Ecco cosa ne è venuto fuori:

Camminava tranquilla, senza fretta, immersa nei suoi pensieri. Guardava dritto di fronte a sé ma senza vedere nessuno fino a quando sussultò. Era lui! Quello sguardo, quell’espressione… non c’erano dubbi. Era proprio…

…Luca!!! Certo, un po’ più vecchio, un po’ meno muscoloso e con un accenno di pancetta… ma quella sua espressione e quegli occhi azzurri che le avevano fatto perdere la testa diversi anni prima, li avrebbe riconosciuti ovunque!

“Luca!”, lo chiamò.
Lui si voltò subito e si fermò davanti a lei… “Clara! Sei proprio tu?”
“Eh, già.”
“Non sei cambiata molto.”
Lei arrossì mentre gli rispondeva: “Nemmeno tu!”
“Non è vero, e lo sai anche tu. Arrossisci ancora quando dici le bugie!” e risero insieme.

Iniziarono a parlare e lei gli chiese di raccontarle della sua vita dopo che si erano separati. In fondo, in fondo, lei nutriva ancora qualche rimpianto per la fine della loro storia… Aveva provato a lungo a tornare con lui, poi a dimenticarlo, a rifarsi una vita, ma non era proprio riuscita a cancellarselo del tutto dalla mente. Del resto, il primo amore non si scorda mai!

Lui le raccontò di aver finito a fatica l’Università, di essersi ribellato alle scelte cui i suoi genitori lo volevano obbligare e di essere partito per un viaggio in giro per l’Europa con lo zaino in spalla… Viaggiando, aveva fatto diversi lavoretti qua e là, imparato diverse lingue e conosciuto molte persone. Infine, una volta ritrovato se stesso, era tornato e aveva messo in piedi una piccola azienda che offriva servizi informatici.

Ora era abbastanza sereno, aveva recuperato il rapporto con i suoi genitori, viveva vicino a sua sorella e alla famiglia di lei e aveva una nuova compagna da qualche mese.

Poi le chiese se voleva prendere un caffè con lui, ma lei guardò l’orologio e vide che rischiava di fare tardi… Allora lui le chiese se aveva impegni per la sera e la invitò ad uscire con degli amici e ricominciò a raccontare di vari locali che abitualmente frequentava con la compagna e gli amici.

Mentre lui parlava, lei si rese lentamente conto di quanto le loro vite fossero differenti, di quanto la persona che ora si trovava davanti fosse diversa da quella che aveva amato così disperatamente con tutta l’ingenuità dei suoi 18 anni. Si rese conto di essere passata dall’altra parte, dalla parte degli adulti, mentre lui probabilmente continuava a vivere con il piede in due staffe: responsabilità lavorative di giorno e vita spensierata di sera. Pensò a suo marito, a quanto si erano divertiti a fare la vita da coppietta, in giro per locali, a prendere la macchina e partire all’avventura, a non avere orari e a quanto poi avevano desiderato creare una famiglia. Ora che finalmente i figli erano arrivati, non rimpiangeva quella vita se non a volte, per qualche frazione di secondo. Ma poi sua figlia le sorrideva oppure suo figlio la chiamava “mamma” e tutti i rimpianti sparivano.

“Mi dispiace, sai, non riesco a fermarmi. Per uscire una sera, devo vedere… Sai, ho una famiglia da organizzare prima di poter prendere impegni.”
“Davvero? Hai dei bambini? Non ti immagino proprio a fare la mamma! Io non sarei davvero pronto ad avere dei figli.”
“Beh, scusami ma devo scappare: è quasi l’ora dell’uscita da scuola e devo tornare a prendere la macchina. Lasciami il tuo numero che ci sentiamo!”

Luca le dettò il suo numero e mentre lei lo scriveva sul cellulare pensava “In fondo ho avuto molta fortuna, chissà a quest’ora cosa stavo facendo se fossimo rimasti insieme… Starei ancora aspettando che lui prendesse un impegno serio… E fino a quando??? Aspetta i 40 anni???”

Terminò frettolosamente di scrivere e poi lo salutò. “Ti richiamo sicuramente”
E arrossì…

😆

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