#insiemeraccontiamo 35 di luglio

Visto che in questi giorni mi sto godendo una vacanza al mare, non ho potuto fare a meno di partecipare alla “sfida” mensile di Pat… Purtroppo, complice il relax e le letture sotto l’ombrellone, più che un racconto breve, qui mi stava uscendo un romanzo… Ho fatto molta fatica a bloccare la fantasia! Comunque, ecco il risultato… 🙂

IL PASSATO

Quella notte aveva dormito molto male. Un pensiero fisso l’aveva tormentata. Non era riuscita a scacciarlo in nessuna maniera. “Forse solo abbattendolo a fucilate” pensò.
Ma poi sarebbe servito? In fondo il suo passato era ciò che era diventata: la perdita di quel ragazzo che aveva amato così ardentemente e in modo così totalizzante a 18 anni, aveva lasciato un segno profondo nel suo cuore e nella sua vita.
Con il trascorrere dei mesi, era passata a giorni alterni dal vivere in funzione di quella fatidica notte di passione trascorsa con lui al rimpiangerla come il suo errore più grosso, dal benedire quella momentanea follia al maledire gli eventi successivi che le avevano strappato il cuore.

Il mese precedente, per il suo 20° compleanno si era trovata di fronte ad un bivio: proseguire la sua routine casa-lavoro per il resto dei suoi giorni, oppure tentare la sorte e fare un ultimo viaggio in Spagna, un ultimo tentativo di ritrovare il suo grande amore perduto!!!
Dopo varie notti insonni, aveva deciso che doveva assolutamente provarci, prima che fosse troppo tardi. Cercare ancora quel ragazzo non era solo egoismo: glielo doveva, e lo doveva anche alle gemelle, che erano cresciute per più di un anno senza il padre.
Magari non sarebbe più riuscita a ritrovarlo, magari lui non avrebbe voluto saperne niente di loro, ma sentiva che era giusto almeno fare un ultimo tentativo.

Nonostante gli iniziali tentativi dei suoi genitori di dissuaderla, lei aveva organizzato il viaggio. Vedendola così decisa, sua madre si era lasciata convincere a tenerle le bambine per un paio di settimane e così, con un forte abbraccio alle gemelle, lei era infine salita sull’aereo per Madrid. Una volta lì, aveva iniziato la sua ricerca di Luis, il bellissimo ragazzo dagli occhi verdi che aveva conosciuto, amato e poi perduto durante la vacanza in Spagna dei suoi 18 anni…

Dopo aver frequentato ogni sera diversi locali nella zona del quartiere universitario, quel pomeriggio si era diretta al Parque del Retiro, si era distesa su un prato e aveva chiuso gli occhi esausta…


Mentre ballava un merengue al centro della pista, guidata dalle esperte braccia di Luis, scattò l’allarme antincendio e tutti iniziarono a spingere per raggiungere l’uscita. Lei fu travolta dai ragazzi che fuggivano in preda al panico, ma Luis la afferrò saldamente e la tirò in piedi, facendole scudo con il suo corpo muscoloso. Insieme raggiunsero l’uscita. Quando si trovarono all’aria aperta, lui si accorse che lei aveva diversi lividi e graffi su braccia e gambe, di cui uno sanguinava copiosamente. Lui si mise a parlare in modo concitato con un amico e poi la sospinse tenendole un braccio intorno alla vita e premendole un fazzoletto sulla ferita. Lei non aveva afferrato esattamente tutte le parole, ma dopo una settimana che lo frequentava ogni sera e che ballava stretta a lui, gli si era affidata completamente e si era lasciata accompagnare a casa del suo amico, che abitava in un palazzo poco distante dal locale. Una volta lì, con l’aiuto del suo amico, Luis si era preso cura di lei che era ancora sotto shock: le aveva disinfettato i tagli e le aveva applicato dei cerotti sulle ferite più profonde e del ghiaccio sui lividi più importanti. Poi si era seduto con lei sul divano, le aveva fatto appoggiare la testa sulla sua spalla e l’aveva coperta con un plaid. Lei si era addormentata serenamente accanto a lui…
Nel cuore della notte, entrambi si erano svegliati e avevano iniziato a baciarsi, fino a quando il bisogno che sentivano l’uno dell’altro li aveva portati a lasciarsi andare alla passione…
La mattina dopo, all’alba, si erano alzati e Luis l’aveva riaccompagnata in tutta fretta alla metro perché lei doveva raggiungere le sue amiche per l’escursione a Toledo. Insieme avevano preso la metro fino alla stazione di Atocha e stavano camminando mano nella mano nell’aria fresca di quella mattinata di quasi metà marzo. Lei guardò l’ora sul cellulare: erano le 7:38. Il treno per Toledo che doveva prendere con le sue amiche non sarebbe partito prima di una mezz’ora: avevano ancora un sacco di tempo per scambiarsi i numeri di telefono e gli indirizzi per potersi tenere in contatto anche dopo il suo rientro in Italia. Si scambiarono qualche bacio appassionato, ma nemmeno un minuto dopo esplosero dei forti tuoni e una spinta violenta la strappò dalle braccia di Luis… Poi, il buio.

Aprì gli occhi con un sussulto… Aveva rivissuto migliaia di volte in sogno quei momenti terribili, le esplosioni, poi la confusione e il fumo in cui si era risvegliata, i soccorritori che correvano tra un corpo e l’altro alla ricerca dei feriti più gravi. Era svenuta di nuovo e si era risvegliata dopo qualche ora in ospedale in preda alla nausea e vi era rimasta 2 giorni in osservazione per un sospetto trauma cranico, senza sapere più nulla di Luis. I suoi genitori erano giunti al più presto e, poiché alla fine non aveva subito traumi fisici gravi, l’avevano fatta dimettere e riportata in Italia. Per mesi aveva fatto ricerche sui morti e sui feriti, ma era troppo difficile trovare un “Luis” di cui non conosceva il cognome. Poi era stata travolta dagli eventi: la scoperta della gravidanza e la fine dell’anno scolastico, la maturità da privatista, una volta che erano nate le gemelle, un lavoro e la routine con le bambine. Con un sospiro richiuse gli occhi.

Mentre teneva gli occhi chiusi perché il fumo e la polvere glieli facevano bruciare e veniva assalita dalla nausea, un paramedico urlò da dietro un mucchio di calcinacci “Esto es muy grave.” Si sentì sprofondare nuovamente nel buio mentre afferrava stralci di conversazione in spagnolo… “…los papeles… …Martín Ortega Vázquez…”

Spalancò gli occhi: mai prima di quel pomeriggio aveva prestato particolare attenzione a quel particolare ricorrente nel suo sogno. Ma all’improvviso tutto assunse una nuova luce. L’amico di Luis lo aveva chiamato più volte Martín! Che fosse il suo secondo nome? Doveva assolutamente provare a cercare Luis Martín Ortega Vázquez!!! Forse ora lei e le sue bambine avrebbero avuto la possibilità di incontrarlo di nuovo!!!

…FINE ?

😀

Grazie ancora, Pat!!!!

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2 commenti su “#insiemeraccontiamo 35 di luglio

  1. Wow!!!!! Che bello stella!
    Hai saputo trasformare un momento terribile come quello dell’attacco terroristico ad Atocha in qualcosa di profondamente romantico. E con una luce di speranza 🙂
    Lo so (spero) che sia un finale ma sinceramente parteggio per la tua protagonista e le auguro di ritrovare sano e salvo il suo Luis! Dubito però… 🙁
    Lungo? Merita!!!!
    Bacio!

    • Grazie, Patricia!!
      Stavo quasi pensando di sccrivere una storia più lunga su Wattpad… Mi sono appassionata un sacco e mi sono affezionata ai miei personaggi… 🙂
      Assspetto la prossima inspirazione di agosto… 😛
      Grazie ancora
      Lulù

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