#insiemeraccontiamo 34 di giugno-bis

Questo mese, l’“incipit” di Patricia mi ha ispirata tantissimo, per cui ho scritto un secondo sviluppo della storia… 🙂

Si era ritrovato in tasca quello strano messaggio scritto con una stampante di ultima generazione. Impossibile capire chi lo avesse scritto. Anche decifrarlo però… Lo rilesse “ILSCTND610”.
Bel rompicapo!
Eppure, la cosa gli suonava stranamente familiare…
Mentre beveva il suo caffè, una lampadina gli si accese improvvisamente nella testa! Chiese a sua moglie di accompagnare lei i bambini a scuola, telefonò in ufficio e lasciò detto alla segretaria che sarebbe arrivato più tardi al lavoro e si precipitò in garage. In mezzo a vecchie biciclette, lettino e culla smontati, trovò gli scatoloni con sopra scritto “Mike”. Suo fratello era scomparso da qualche anno, senza lasciare traccia di sé, a parte i suoi effetti personali. Dopo qualche mese, lui e sua moglie avevano dovuto svuotare il suo appartamentino in affitto perché il padrone di casa lo voleva destinare al figlio: gli scatoloni con le cose di suo fratello erano lì nel loro garage da allora.
Iniziò a frugarvi dentro, alla ricerca di un qualche indizio. Dopo ore di ricerche infruttuose, decise di tirare fuori i vestiti di Michael. Poiché i due fratelli erano della stessa taglia, gli sarebbero stati di sicuro ed era un peccato lasciarli lì ad ammuffire in uno scatolone.
Mentre si provava un completo elegante, sentì una cosa dura all’interno della giacca. Frugò, ma non vi erano tasche. La portò in casa, con una forbice scucì leggermente la giacca e ne estrasse una chiavetta USB. Corse al computer, la inserì ed immediatamente si aprì un programma per crittografare e decifrare messaggi. Istintivamente digitò sulla tastiera “ILSCTND610” e il programma gli fece comparire una finestra con scritto “MADISON 610”. Forse si riferiva al Madison Square Garden di New York!

* * *

Il giorno dopo, in pausa pranzo, uscì dal lavoro e si recò al vicino Madison Square Garden, riuscì a farsi aprire da un custode e, dopo aver trovato la poltrona 610, vi si sedette e iniziò a guardare l’arena vuota. Si chinò in avanti e tastò sotto il sedile, finché non trovò un pacchettino avvolto nella plastica attaccato con il nastro adesivo sotto la seduta. Lo estrasse e lo aprì. Dentro vi era un messaggio indecifrabile.
Tornò di corsa in ufficio, estrasse la chiavetta dalla tasca ed inserì la strana sequenza di lettere, finché non gli si aprì una finestra in cui era scritto: “Sono vivo, ma sono in pericolo. Tornerò appena terminata la mia ultima missione e vi spiegherò tutto. Vi voglio bene. Mike”

FINE

Chissà se entro la fine del mese mi verrà voglia di scriverne un altro ancora diverso… 🙂

Grazie ancora, Pat!!!!

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2 commenti su “#insiemeraccontiamo 34 di giugno-bis

  1. Veloce veloce!!!
    Wow!!! Complimenti signora Bond ahahahah
    Bello! Spionaggio…

    ps se te ne viene in mente un altro non avere problemi. Lo inserisco di certo!
    Brava e grazie!

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